Basterebbe poco…

E’ già un pò di giorni che mi frulla per la testa questo post, oggi forse è la volta buona che riesco a scriverlo.
Ciò che mi ha dato l’ultima spinterella per scrivere è stato l’evento storico di ieri, le dimissioni di Papa Benedetto XVI ed in particolare ciò che è stato detto in un servizio di SKY nel quale veniva detto che in questi otto anni di papato, questo pontefice ha cercato di riportare nella Chiesa e nella comunità i valori di: semplicità, carità e sobrietà.

Semplicità , carità e sobrietà.
Ecco sono queste parole che mi hanno fatto mettere in fila tutti i pensieri di questi giorni.
Non voglio fare retorica, nè voglio fare la morale a nessuno… però credo anche che la società in cui viviamo oggi abbia decisamente perso questi valori, e che in questo si debbano, in parte, ricercare le cause di questa crisi, che prima che economica è morale.
Come nel titolo del posto ho scritto: “basterebbe poco”, si basterebbe poco per invertire questa spirale discendente in cui ci siamo cacciati: basterebbe un sorriso appena svegli la mattina appianando così gli attriti della sera prima. Basterebbe fermarsi alle strisce pedonali e lasciar passare la vecchietta che va a fare la spesa e non costringerla ad aspettare ore prima di attraversare.

Basterebbe non parcheggiare nel posto dei disabili (visto che è vicino all’ingresso del negozio) “tanto ci sto due minuti” e magari fare quattro passi in più. Basterebbe entrare in ufficio e dare il “Buongiorno” ai propri colleghi non con fare svogliato ma pimpanti, convinti e con il sorriso (vero e non di facciata)!
Si potrebbe partire dalle piccole cose, senza fare nulla di ecclatante, non parlo di aiutare il vicino o il collega in difficoltà,  non sia mai in questa società dove ognuno pensa solo a se stesso e al proprio tornaconto…
Forse sono un visionario…
Forse nulla di quello che ho scritto è realizzabile…
Però credo che finchè non saremo noi, persone comuni, a dare il buon esempio con rigore, semplicità e carità… non potremo pretendere che lo facciano coloro che vorrebbero comandare il paese, essendo anche loro figli di questa società che ormai credo, sia al declino.

NerDino e il risultato delle elezioni…

Agghiacciante…

Leggendo l’articolo su “Linkiesta” che tratta del film “Girlfriend in a coma” di Bill Emmott e Annalisa Piras che potete trovare completa qui, sono sconvolto da questi numeri:

  • 164esimi al mondo (posizionati tra Barbados e Iraq) per debito pubblico in rapporto al Pil.
  • 180esimi (tra Liberia e Haiti) per crescita del Pil tra il 2001 e il 2010.
  • 64esimi (tra Ghana e Samoa) negli indici sulla corruzione.
  • 170esimi (tra Gabon e Gibuti) per il ritardo nel rispetto dei contratti.
  • 74esimi (tra Perù e Brunei) nell’indice dell’uguaglianza di genere
  • Unico Paese al mondo che ospita tre organizzazioni criminali internazionali.
  • Un’economia criminale che contribuisce a circa il 10% del Pil.

L’Italia vuole davvero cambiare?

In questo periodo di campagna elettorale, e anche prima, durante il periodo di caduta del governo, ho sentito molto dire che l’Italia deve cambiare, che c’è bisogno di una classe politica nuova e che c’è bisogno di una rottura con il passato.
Ma davvero l’Italia, intesa come italiani, la pensano così? Secondo me no!
Questo pensiero deriva da una considerazione molto semplice: quando è stato il momento di votare per un cambiamento non lo si è fatto. Mi sto riferendo alle primarie del PD e soprattutto al ballottaggio.
Sopratutto al  ballottaggio perchè al prima turno ognuno ha votato per il candidato che più ha preferito, però il ballottaggio era l’occasione buona per dimostrare che gli italiani sono stufi di queste cariatidi che hanno sempre fatto i loro interessi e che sono al potere ormai da vent’anni.
Io ho votato Matteo Renzi, perchè volevo qualcosa di nuovo. Ok forse non è il miglior politico del mondo, forse qualche errore nella gestione della città di Firenze l’ha fatto anche lui, forse qualche “aiutino” l’ha avuto, ma era l’unico che poteva dare una ventata di entusiasmo, di novità e di idee nuove a questa vecchia classe politica.
E così siamo qui ancora a scegliere fra Bersani, Berlusconi, Monti, Grillo e via così… 
E sono ancora qui a cercare di capire su quale simbolo mettere la croce, turandomi il naso ovviamente, per non sentire l’odore di muffa e di polvere che ognuno di questi personaggi emana….